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Tavola 05 - Mulini, panni, lane e barette: un centro tessile di primo livello nel Trevigiano

Castelfranco è nata e prosperata anche grazie all’acqua, in particolare l’acqua del bizzarro Muson che nutre la roggia Musonello, autentica “vena aurifera” dell’economia castellana che fin dal XIII secolo stringe un fecondo ‘patto di sviluppo’ con il mercato. L’acqua è energia idraulica preziosa nell’antico regime per muovere varie tipologie di apparati di lavorazione: mulini, magli, folli da panni, seghe ad acqua, mangani. Lungo l’asta del Musonello da Spineda a Resana nel ‘500, al tempo del Semitecolo, di mulini ne sono installati dodici, cinque di essi sono compresi nell’ambito della Terra, tra i Tre Ponti In Borgo Bassano e la Sega in Borgo Pieve, e macinando cereali assicurano la fornitura di farine alla popolazione castellana e dei paesi circostanti. Piazza mercantile di primo livello Castelfranco lo è nel ‘500. disponendo di un mercato fiorente e fortemente attrattivo per un vasto bacino territoriale, ma anche in virtù di una fitta rete di attività artigianali, che coprono tutti i settori merceologici, con prevalenza del settore tessile. Al tempo del Semitecolo, oltre a pilizari, scudelari, mastelari, cadinari, bottari, e via dicendo., sono censiti, attivi in botteghe e piccoli opifici, baretari, battilana, lanari, linaroli, tentori, la cui produttività era tale che da essa, si scrisse nel 1597, proveniva l’augmento delli datii [...] di pani, lane, barette, capeli et sede che fanno per la mittà del datio di tutto il trivisano.



Data ultimo aggiornamento: 11-06-2021