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Tavola 03 - I poteri di governo del podestà

Eletto podestà di Castelfranco, Giorgio Semitecolo riceve dalle mani del doge Pasquale Cicogna la Commissione ducale, o mandato, che contiene quell'insieme di norme alle quali ogni podestà si sarebbe dovuto puntualmente attenere durante il mandato, al fine di non mancare ai propri doveri, sia verso la Repubblica, che nei confronti dei sudditi. In sintesi, in qualità di rappresentante dello Stato veneziano avrebbe dovuto amministrare la giustizia e tutto quanto di sua competenza applicando le disposizioni emanate dalle magistrature veneziane. Nello specifico, il Semitecolo presiede le riunioni degli organismi di autogoverno, tra sé distinti, della Terra (ovvero l’ambito ‘urbano’ di Castelfranco: castello, bastie e borghi), e della Podesteria propriamente detta, costituita da 29 villaggi. Amministra la giustizia civile e criminale avvalendosi del Cavaliere di comun e di fanti per l’esecuzione delle sentenze criminali che comportino il bando più o meno lungo da Castelfranco e podesteria oppure la condanna al remo nelle galere. Avvia un complesso, ma duramente osteggiato, piano di regolazione del Monte di Pietà, gravemente minacciato nella sua stabilità finanziaria da malagestione e corruzione dei suoi amministratori, controlla l’operato dell’antico Ospedale di S. Giacomo, amministrato dalla Confraternita dei Battuti, interviene nella regolamentazione del mercato delle biade, convoca e valida su istanza dei merighi le assemblee dei capifamiglia maschi dei villaggi della podesteria.



Data ultimo aggiornamento: 11-06-2021