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[16.10.2018] - Il trevigiano nella grande guerra

Il Comune di Castelfranco Veneto ospita, dal 15 ottobre al 15 dicembre 2018, una mostra fotografica prodotta dalla Provincia di Treviso dal titolo Il Trevigiano nella Grande Guerra. Si tratta di una ottantina di foto, di grande formato, che descrivono i diversi livelli di coinvolgimento del nostro territorio, e della nostra gente, con gli eventi della Prima Guerra Mondiale.

É stato deciso di rendere itinerante l’esposizione, e di proporla nei seguenti giorni ed orari:
Per il pubblico: Sabato e domenica: 10.00 – 12.30 e 15.00 – 19.00
Per le scuole: tutte le mattine della settimana, solo su prenotazione.
Ingresso gratuito per tutti.

Ecco le varie sedi espositive:

Prima sede: BORGO PADOVA – SALONE SCUOLA ELEMENTARE
INAUGURAZIONE: Giovedi 18 ottobre ore 11.00 con scolaresca
ULTIMO GIORNO: domenica 28 ottobre
PRENOTAZIONE VISITE PER LE SCUOLE: Giancarlo Brugnera 349 2420447

Seconda sede: TREVILLE – OPERE PARROCCHIALI
INAUGURAZIONE: mercoledi 31 ottobre ore 11.00 con scolaresca
ULTIMO GIORNO: mercoledi 7 novembre
PRENOTAZIONE VISITE PER LE SCUOLE: Mosè Garbui 333 2778373

Terza sede: SAN FLORIANO – OPERE PARROCCHIALI
INAUGURAZIONE: venerdi 16 novembre ore 11.00 con scolaresca
ULTIMO GIORNO: domenica 25 novembre
PRENOTAZIONE VISITE PER LE SCUOLE: Giuseppe Salvadori 338 5893756

Quarta sede: BELLA VENEZIA – OPERE PARROCCHIALI
INAUGURAZIONE: venerdi 30 novembre ore 11.00 con scolaresca
ULTIMO GIORNO: domenica 9 dicembre
PRENOTAZIONE VISITE PER LE SCUOLE: Adriano Rossi 349 5702687

La realizzazione dell’iniziativa è stata possibile grazie all’ospitalità gentilmente accordata dal 1° Istituto Comprensivo e dai parroci del Duomo, di San Floriano e di Treville, che hanno messo a disposizione e locali idonei all’installazione dei voluminosi apparati.

L’apertura al pubblico, e alle scuole, è gentilmente assicurata nei rispettivi siti dai volontari delle associazioni: Quelli del Borgo Padova, Circolo N.O.I. Bella Venezia, Associazione Quartiere Bella Venezia, Associazione San Floriano e Circolo N.O.I. di Treville

Ecco le note redatte dal F.A.S.T. in merito all’esposizione:

IL TREVIGIANO NELLA GRANDE GUERRA - Questa mostra offre, a circa un secolo dalla Grande Guerra, un'occasione importante per riflettere su quello che significò quell'evento, su ciò che la guerra riservò al trevigiano e che, ineluttabilmente, tutte le guerre portano con sé. Ecco allora visioni apocalittiche: i nostri paesi rasi al suolo, la Gipsoteca canoviana squarciata. le splendide ville e i loro affreschi frantumati, gli sfollati nelle baracche e, ancora, una Treviso che pochi ricordano, la Treviso di retrovia, colpita essa stessa dalla furia bellica, bombardata, presidiata da truppe e cannoni. Una mostra fotografica eccezionale, scevra di richiami retorici, senza dubbio di grande valore educativo. Dopo la prima esposizione nel salone del Palazzo dei Trecento, a Treviso, dal 7 al 25 Novembre 1998, la mostra è stata periodicamente riproposta, a richiesta, presso altre sedi.

IL PREZZO PAGATO DALLA MARCA TREVIGIANA - Una mostra fotografica sulla Grande Guerra presenta, di per sé, il pericolo di ripetere cose già viste o di reiterare mostre già in atto in questo ottantesimo anniversario di Vittorio Veneto. Si è resa specifica la mostra, da un lato, insistendo sulla localizzazione degli eventi nei luoghi della Marca più cari al nostro cuore di trevigiani. Dall'altro, si è incentrato il discorso sul rapporto tra la guerra e le popolazioni civili, vale a dire le vere vittime della guerra medesima. Naturalmente, è stato necessario partire da Caporetto per rendere comprensibile al visitatore il perché della guerra sul Piave, sul Grappa e sul Montello, ma, ripeto, il centro non è l'aspetto militare del conflitto, quanto la somma di dolori e sofferenze che essa provocò alla popolazione della Marca. Dolori umani dati dalla fame, dal profugato, dalle restrizioni proprie dei regimi militari immediatamente a ridosso delle linee del fronte; sofferenze che vennero dalla constatazione dell'enorme patrimonio che andava sperperato in quel tragico crogiolo, che era sì patrimonio fatto di case e di colture, di chiese e di opere d'arte, ma altresì di affetti. La memoria storica ambisce a ricostruire oggi la lacerata trama degli affetti di allora. Prof. Ernesto Brunetta (Curatore della mostra). 

I FOTOGRAFI DELLA GUERRA - Senza l'opera dei tanti fotografi del Genio e degli ufficiali dei vari corpi militari, loro stessi fotografi dilettanti che impressero nella pellicola o sulle lastre fotografiche quei drammatici momenti della Grande Guerra, oggi non potremmo rivivere quegli eventi con la forza e la pregnanza che ci viene proposta dalle immagini di questa mostra. Cosi i giovani arruolati nel Genio, come ad esempio Attilio Barbon da Varago di Maserada e altri come Mario Dall'Armi di Valdobbiadene, Bressan di Mestre ecc., impararono a fotografare al fronte e, una volta congedati, iniziarono a fotografare in proprio nei loro rispettivi paesi. In mancanza della fotografia, quante parole dovremmo spendere per descrivere compiutamente anche uno solo degli eventi rappresentati in queste immagini? Nel Veneto abbiamo la fortuna di avere a disposizione una straordinaria abbondanza di immagini relative alla Grande Guerra, purtroppo sparse in mille collezioni e cassetti: manca ancora quell'unità (o almeno un catalogo) che sola garantirebbe agli storici e ai giovani ricercatori, rapide consultazioni e risparmio di costi. È comunque un obiettivo da raggiungere. Dott. Adriano Favaro (ex Direttore del F.A.S.T.).



Data ultimo aggiornamento: 22-10-2018