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[26.03.2018] - Rette ed Isee. Il Comune è forte con i furbi, non con i deboli, per tutelare tutti i cittadini

Non si ferma la polemica sul regolamento comunale che individua le modalità di verifica della capacità economica di quanti chiedono contributi sociali, per vivere in casa o per le residenze collettive.
Il Comune di Castelfranco Veneto integra annualmente oltre una quarantina di rette per anziani, minori e disabili, per le persone che non sono in grado, con le proprie risorse ovvero pesando sulle famiglie, a pagare quanto richiesto da case di riposo ed altre strutture diurne o residenziali. Si tratta di quanti non hanno un reddito personale e/o quote di proprietà tali da consentire ai familiari, ma in particolare al coniuge, di mantenere un tenore di vita adeguato dopo un ingresso in casa di riposo. Da tempo l'attenzione è però rivolta alle famiglie dei disabili, in particolare gli psichici, per i quali i genitori ed i fratelli, non intendono partecipare alla spesa, pur in presenza di beni intestati ai disabili stessi, ovvero altre situazioni di soggetti divenuti disabili per incidente stradale, per i quali si tende a sottacere la quota di proprietà, talvolta ingente, oltre ai benefici sociali che la legge loro attribuisce.
«Su questo tema la Giunta - sottolinea il sindaco, Stefano Marcon - ha fatto un percorso approfondito di analisi all'interno della Commissione consiliare. Le opposizioni hanno preso le difese delle associazioni dei familiari, non sempre limpide nelle loro richieste, segnalando diverse possibili sentenze, favorevoli a loro detta, dei familiari».
«A noi - insiste il Sindaco - interessa il bene degli assistiti, che talvolta si trovano ad essere frastornati dalle richieste e dai comportamenti dei familiari. Per le Amministrazioni non valgono i desiderata delle famiglie ma gli indirizzi della Legge e le interpretazioni giurisprudenziali, da ultima una illuminante sentenza della Corte Costituzionale che, appena nel 2016, ha stabilito che i Comuni devono considerare ogni aspetto, anche economico, nella valutazione della capacità reddituale dei singoli e di quanti hanno, e mantengono, il dovere di assistenza morale e materiale, in quanto tenuti "all'obbligo alimentare" (regola generale che non è venuta meno con l'applicazione dell'ISEE, che infatti va ad indagare le capacità economiche di terzi, anche al di fuori del nucleo familiare, e verifica lasciti e concessione di beni, a familiari ed altri soggetti), intervenendo certo, ma per tutelare i disabili e quelle famiglie che sono loro stesse in vera difficoltà sociale. L'aspetto paradossale che le famiglie preannuncino uno "sciopero delle rette" sta a significare che costoro non tendono al bene della collettività ma solo al personale immediato interesse. Intendiamo essere forti con i furbi, non con i deboli: se il coordinamento del volontariato non si accorge di questo elemento - conclude il Sindaco qualcosa non sta funzionando!».